Marilena Passaretti, Angela Barba, Alessandra Dagostini e Giancarlo Lobasso |
prof. Barba, in veste di intervistatrice, e l’autrice, che ha spiegato e commentato alcuni dei suoi versi più ermetici, dischiudendo ai presenti la magia di queste terre meravigliose. Bella e propositiva anche l’idea dell’hashtag – così di moda nel linguaggio odierno dei social – #perunibiscochemuorenesbocceràsempreunaltro, lanciata dalla prof. Barba, che ha stigmatizzato così un verso tratto dalla lirica dedicata a Vulcano per lasciare al pubblico la speranza di una scintilla che può sempre salvarci nei momenti di rassegnazione più buia. Poesia, dunque, come “disinfettante dell’anima” anche in tempi così frenetici e poveri di valori.
“Un tempo ben speso” – a detta del pubblico presente in libreria, che ha seguito con interesse e piacere la presentazione. Tra gli intervenuti anche due rappresentanti di “Medici Senza Frontiere”, Giancarlo Lobasso e Marilena Passaretti, gentilmente ospitati per l’occasione dalla Libreria Ubik. Ma insolita è soprattutto questa plaquette che non contiene soltanto delle poesie suggestive ed intense, ma anche dipinti di artisti scelti dall’autrice per accompagnare i versi (tra cui ricordiamo il bellissimo tramonto sulla spiaggia nera, appositamente realizzato per i versi dedicati a Vulcano, dal maestro vicano Antonio Carrano del Centro d’Arte “Il cardine”) e suoi scatti amatoriali accuratamente selezionati per cercare di impressionare il lettore anche attraverso le immagini. Vi è inoltre inserita una piccola bibliografia per chi ne volesse approfondire in qualche modo l’indagine storico-culturale. Dettaglio questo che tradisce, in un certo senso, l’animo saggistico della poetessa vicana, già premio Morra 2012 per il suo lavoro certosino sulla petrarchista lucana Isabella Morra (“Degno il sepolcro, se fu vil la cuna. L’universo poetico di Isabella Morra”, Castellammare di Stabia, N. Longobardi Editore, 2011). La piccola silloge è stata già acquisita, infatti, al patrimonio librario delle biblioteche di Napoli, Matera, Potenza, Messina e Palermo e sarà presto inserita nella “Bibliografia generale delle isole Eolie” stilata dal prof. Giuseppe Arena. In uscita, a breve, sempre per i tipi della Dibuono, come preannunciato dalla Dagostini, anche il “sequel” della plaquette eoliana, che si intitolerà “Ali di Icaro e sogni”, silloge poetica molto più ricca e corposa, ambientata ancora una volta nelle «isole dolci del dio» di quasimodiana memoria.
“Un tempo ben speso” – a detta del pubblico presente in libreria, che ha seguito con interesse e piacere la presentazione. Tra gli intervenuti anche due rappresentanti di “Medici Senza Frontiere”, Giancarlo Lobasso e Marilena Passaretti, gentilmente ospitati per l’occasione dalla Libreria Ubik. Ma insolita è soprattutto questa plaquette che non contiene soltanto delle poesie suggestive ed intense, ma anche dipinti di artisti scelti dall’autrice per accompagnare i versi (tra cui ricordiamo il bellissimo tramonto sulla spiaggia nera, appositamente realizzato per i versi dedicati a Vulcano, dal maestro vicano Antonio Carrano del Centro d’Arte “Il cardine”) e suoi scatti amatoriali accuratamente selezionati per cercare di impressionare il lettore anche attraverso le immagini. Vi è inoltre inserita una piccola bibliografia per chi ne volesse approfondire in qualche modo l’indagine storico-culturale. Dettaglio questo che tradisce, in un certo senso, l’animo saggistico della poetessa vicana, già premio Morra 2012 per il suo lavoro certosino sulla petrarchista lucana Isabella Morra (“Degno il sepolcro, se fu vil la cuna. L’universo poetico di Isabella Morra”, Castellammare di Stabia, N. Longobardi Editore, 2011). La piccola silloge è stata già acquisita, infatti, al patrimonio librario delle biblioteche di Napoli, Matera, Potenza, Messina e Palermo e sarà presto inserita nella “Bibliografia generale delle isole Eolie” stilata dal prof. Giuseppe Arena. In uscita, a breve, sempre per i tipi della Dibuono, come preannunciato dalla Dagostini, anche il “sequel” della plaquette eoliana, che si intitolerà “Ali di Icaro e sogni”, silloge poetica molto più ricca e corposa, ambientata ancora una volta nelle «isole dolci del dio» di quasimodiana memoria.